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		<title>Le associazioni e gli enti musicali più importanti in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 15:02:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Numerosi e vari sono gli enti e le associazioni musicali presenti in Italia: ogni regione ne possiede una serie, passando dalla banda cittadina alle associazioni di promozione. Alcuni di questi enti sono molto importanti, in quanto tutelano i prodotti musicali e soprattutto i loro autori. Altre associazioni, invece, hanno come scopo la promozione e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-45" title="copyright" src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/Copyright2.jpg" alt="musica in Italia" width="300" height="225" /><strong>Numerosi e vari sono gli enti e le associazioni musicali presenti in Italia: ogni regione ne possiede una serie, passando dalla banda cittadina alle associazioni di promozione. Alcuni di questi enti sono molto importanti, in quanto tutelano i prodotti musicali e soprattutto i loro autori. Altre associazioni, invece, hanno come scopo la promozione e la valorizzazione del patrimonio musicale. </strong><br />
<br/><br/><br/><br/></p>
<h2>Le associazioni dedicate alla promozione musicale</h2>
<p>Tra le associazioni che si occupano di valorizzazione e promozione del patrimonio musicale, figura Gli amici della musica, associazione operante nel settore della musica classica, il cui presidente onorario è il celebre compositore Ennio Morricone. Un’associazione simile ha sede a Roma: si tratta de Il villaggio della musica, le cui finalità sono l’utilità e la solidarietà sociale, attraverso la divulgazione e la promozione del teatro e della musica, in particolare quella lirica. Molto interessante appare l’attività svolta dall’Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale nel Mezzogiorno (ISMEZ/ONLUS), che dal 1979 si dedica allo sviluppo culturale della musica del sud Italia, attraverso eventi di promozione, corsi di formazione e di perfezionamento, ricerche, attività editoriale e discografica. Enti ed associazioni finalizzati alla valorizzazione della musica si trovano numerose in tutta Italia, e spesso sono specializzate nei vari generi musicali, in particolare la classica e la lirica.</p>
<h2>Gli enti volti alla tutela del patrimonio musicale</h2>
<p>Numerosi sono anche gli enti volti alla tutela del patrimonio musicale e, soprattutto, degli autori delle opere. Il rispetto della proprietà intellettuale e dei diritti d’autore sono di vitale importanza per coloro che svolgono la professione di musicista. L’ente più importante è la SIAE, cioè la Società Italiana degli Autori e degli Editori: si tratta di un ente pubblico economico finalizzato alla tutela e all’esercizio dei diritti d’autore. Oltre a concedere licenze e autorizzazione per lo sfruttamento economico delle opere, la SIAE si dedica anche alla protezione delle opere di ingegno, quali sono appunto le opere musicali. Altre organizzazioni volte alla tutela degli autori musicali sono: l’Associazione Sindacale degli Autori ed Editori (ASAE) e l’Istituto per la tutela dei diritti di artisti, interpreti ed esecutori (IMAIE).</p>
<p>Foto: MASP &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La normativa vigente per il copyright nel campo musicale</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:56:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il diritto d’autore tutela tutta una serie di aspetti legati alla realizzazione di opere musicali: come per gli altri settori, la normativa riguarda sia la proprietà intellettuale, diritto morale, che lo sfruttamento economico dell’opera, cioè il diritto patrimoniale. Tra le novità introdotte dalla legislazione, l’Unione Europea ha esteso il copyright a 70 anni, mentre fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/Copyright.jpg" alt="Copyright" title="Attentione Copyright" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42" /><strong>Il diritto d’autore tutela tutta una serie di aspetti legati alla realizzazione di opere musicali: come per gli altri settori, la normativa riguarda sia la proprietà intellettuale, diritto morale, che lo sfruttamento economico dell’opera, cioè il diritto patrimoniale. Tra le novità introdotte dalla legislazione, l’Unione Europea ha esteso il copyright a 70 anni, mentre fino a poco tempo fa il periodo, durante il quale era possibile godere del diritto d’autore, era fissato a 50 anni; il motivo è legato all’aumento dell’età media della popolazione, infatti, con il limite dei 50 anni, molti artisti, in tarda età, vivono in condizioni indigenti.</strong></p>
<h2>La proprietà intellettuale</h2>
<p>La proprietà intellettuale appartiene a colui che viene considerato l’autore di un’opera a carattere creativo, in questo caso musicale; questo diritto, in Italia, è inalienabile, cioè non può essere ceduto, e imprescrittibile, infatti dura per tutta la vita dell’autore. Nello specifico, un’opera musicale è definita da tre elementi: dalla melodia, cioè il tema musicale; dall’armonia, caratterizzata dalla strumentazione, e infine dal ritmo, cioè la cadenza. Il diritto d’autore, tuttavia, tutela solo la melodia, in quanto unico elemento considerato a carattere creativo, mentre l’armonia e il ritmo sono frutto della tecnica. I due reati connessi alla paternità intellettuale sono il plagio e la contraffazione.</p>
<h2>Lo sfruttamento economico dell’opera</h2>
<p>I diritti patrimoniali possono essere ceduti e hanno una durata limitata, fissata di recente a 70 anni. Nello specifico, questi diritti patrimoniali riguardano lo sfruttamento economico dell’opera da parte del suo creatore, o da parte di colui al quale il creatore ha ceduto tali diritti. Nella norma che tutela questo aspetto del copyright, si inseriscono il diritto di pubblicazione/utilizzazione e di riproduzione in più copie, nonché il diritto di esecuzione dell’opera musicale. Con la diffusione di programmi e siti internet con cui è possibile scaricare musica illegalmente, il diritto di distribuzione, cioè la messa in commercio dell’opera con fini di lucro, ha subito innumerevoli violazioni, che hanno costretto il legislatore a inserire nuove norme e sanzioni per punire tale reato: ormai è molto facile appropriarsi di musica senza pagarla, e ciò priva gli autori e le case discografiche dei proventi derivati dal diritto d’autore.</p>
<p>Immagine: Stenzel Washington &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Federazione Industria Musicale Italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 14:48:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Federazione Industria Musicale Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[La Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) rappresenta le maggiori imprese che si occupano di produzione e distribuzione discografica; i marchi associati alla federazione sono oltre 2500. La FIMI è nata nel 1992 ed è un’associazione di categoria aderente a Confindustria e alla Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica (IFPI). In generale, il ruolo della FIMI è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/kopfhoerer.jpg" alt="FIMI" title="Cuffie" width="300" height="220" class="alignleft size-medium wp-image-39" /><strong>La Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) rappresenta le maggiori imprese che si occupano di produzione e distribuzione discografica; i marchi associati alla federazione sono oltre 2500. La FIMI è nata nel 1992 ed è un’associazione di categoria aderente a Confindustria e alla Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica (IFPI). In generale, il ruolo della FIMI è di tutelare e promuovere le attività delle industrie discografiche.</strong><br />
<br/><br/><br/><br/></p>
<h2>Di cosa si occupa la FIMI</h2>
<p>La Federazione Industria Musicale Italiana è impegnata in varie attività legate alla produzione e distribuzione discografica: innanzitutto si occupa di relazioni istituzionali e di lobbying, in quanto tiene monitorati i procedimenti legislativi che interessano la categoria discografica; inoltre realizza documenti e proposte normative e gestisce i contatti con i rappresentanti delle istituzioni; infine, grazie alla collaborazione con Confindustria e la IFPI, è in contatto anche con enti internazionali, come ad esempio l’Organizzazione Mondiale per il Commercio. La FIMI si occupa inoltre di ricerche e studi di settore, utili alle imprese associate che vogliono conoscere l’andamento del mercato. La Federazione Industria Musicale Italiana è inoltre impegnata in una serie di attività volte alla divulgazione e alle formazione sul settore discografico: sono infatti numerosi i convegni e i seminari organizzati dalla federazione. Inoltre, gli associati ricevono notizie e la rassegna stampa riguardanti l’industria discografica. Infine, la FIMI fornisce ai propri associati consulenza legale e l’accesso alle convenzioni stipulate con Confindustria.</p>
<h2>Le classifiche della FIMI</h2>
<p>Dal 1995, la FIMI si occupa anche del monitoraggio settimanale delle vendite delle produzioni discografiche in Italia: queste classifiche rappresentano la fonte ufficiale riguardante i dati sulla vendita di musica.<br />
Le classifiche attualmente stilate sono: la classifica FIMI Artisti, cioè la classifica settimanale degli album più venduti da artisti singoli; la classifica FIMI Compilation, che invece riguarda la vendita di album realizzati da artisti vari; la classifica Top Digital Download, riguardante la vendita dei singoli in formato digitale; e infine la classifica dei dvd musicali. Fino al 2006, esisteva anche la classifica dei singoli più venduti, ma è stata sostituita dalla Top Digital Download, che riguarda i singoli più scaricati in modo legale, cioè acquistati regolarmente.</p>
<p>Illustrazione: M S &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Società Italiana degli Autori ed Editori</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 15:08:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Opere Letterarie ed Arti Figurative]]></category>
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		<category><![CDATA[Società Italiana degli Autori ed Editori]]></category>

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		<description><![CDATA[La SIAE, ovvero Società Italiana degli Autori ed Editori, è un ente pubblico a base associativa che in Italia svolge un ruolo di intermediario fra i detentori del diritto d’autore ed il pubblico. Fondata a Milano nel 1882, l’ente nacque allo scopo di tutelare l’ingegno e le opere originali di scrittori, editori e musicisti. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/mikrophon.jpg" alt="Questo articolo parla della SIAE." title="microfono" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-30" /><strong>La SIAE, ovvero Società Italiana degli Autori ed Editori, è un ente pubblico a base associativa che in Italia svolge un ruolo di intermediario fra i detentori del diritto d’autore ed il pubblico. Fondata a Milano nel 1882, l’ente nacque allo scopo di tutelare l’ingegno e le opere originali di scrittori, editori e musicisti.</strong><br />
<br/><br/><br/><br/><br/></p>
<h2>La tutela del diritto d’autore</h2>
<p>La SIAE è articolata in diverse sezioni, ciascuna delle quali si occupa del diritto d’autore in specifici campi. La sezione “Musica” amministra il diritto relativo alle opere musicali, di qualunque genere ed ambito, comprese quelle per il cinema e la televisione. La sezione “Cinema” si occupa invece di opere cinematografiche e non, comprendendo anche fiction, miniserie, telefilm, soap opera e telenovele, ma anche film per la televisione, documentari e cartoni animati. OLAF, ovvero la sezione “Opere Letterarie ed Arti Figurative”, si occupa di tutte le opere in ambito letterario e delle arti visive (fotografia, pittura, scultura, grafica…). Nella sezione “Lirica” sono trattate le opere relative al teatro musicale ed alla danza, mentre nella cosiddetta “Sezione DOR” (Opere Drammatiche e Opere Radiotelevisive) l’azione di tutela si rivolge ad opere drammatiche, operette, ma anche a prosa, commedia musicale, cabaret, canzoni sceneggiate e spettacoli di marionette e burattini. </p>
<h2>I diritti tutelati dalla SIAE</h2>
<p>La SIAE è impegnata nella tutela dei diritti morali dell’autore che vi è iscritto, che sono rappresentati dalla diritto di paternità dell’opera (ovvero il diritto di rivendicarla come propria), dal diritto di pubblicazione (la facoltà di decidere se autorizzarne o meno la divulgazione) e dal diritto all’integrità (che consente di opporsi ad una sua alterazione o modifica). Oltre a questi aspetti morali, l’autore viene anche tutelato sul piano dell’utilizzazione economica grazie ai diritti di esecuzione (ovvero di presentare o meno l’opera in pubblico), di diffusione (ovvero di trasmettere l’opera sui media), di riproduzione (il consentire la moltiplicazione dell’opera in più copie), di distribuzione (la messa in commercio dell’opera) e di elaborazione (l’applicazione di modifiche rispetto alla versione originale). Grazie a questi diritti, all’autore viene concessa la facoltà di decidere riguardo all’utilizzazione ed ai benefici economici che possono derivare dalla sua opera. </p>
<p>Immagine: silvano silvia &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La musica e la garanzia del diritto d’autore</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 14:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>armstrong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia del diritto d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Quinto del Codice Civile]]></category>
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		<category><![CDATA[Paesi dell’Unione Europea]]></category>
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		<category><![CDATA[Titolo IX]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia esistono specifiche leggi che regolano il diritto d’autore, ed è la SIAE ad occuparsi dell’esercizio di tale diritto. Grazie a questa tutela, gli autori di opere musicali possono vedere riconosciuta la loro creatività e godere dei diritti, sia dal punto di vista morale che economico, che da essa derivano. La tutela del diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/musica_copyright-300x200.jpg" alt="Acquistare o copia? Questo articolo parla proprio di questo problema." title="Acquistare o copia?" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-27" /><strong>In Italia esistono specifiche leggi che regolano il diritto d’autore, ed è la SIAE ad occuparsi dell’esercizio di tale diritto. Grazie a questa tutela, gli autori di opere musicali possono vedere riconosciuta la loro creatività e godere dei diritti, sia dal punto di vista morale che economico, che da essa derivano.</strong><br />
<br/><br/><br/><br/><br/></p>
<h2>La tutela del diritto d’autore in Italia </h2>
<p>In Italia il diritto d’autore è tutelato da una specifica legge (L. 22 aprile 1941 n. 633, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”) e dalle sue successive modifiche, nonché dal Titolo IX del Libro Quinto del Codice Civile (“Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni industriali”). La Legge 633/1941, in particolare, definisce molto chiaramente l’oggetto della tutela: “Opere e composizioni musicali, con o senza parole, opere drammatico – musicali e variazioni musicali purché costituiscano un&#8217;opera originale in sé”. La concessione del diritto d’autore ha lo scopo di tutelare il realizzatore di un’opera originale, musica compresa, e di riservargli i diritti che derivano dalla sua creatività. </p>
<h2>Il diritto d’autore in musica</h2>
<p>In Italia è la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ad essere preposta alla protezione ed all’esercizio del diritto d’autore. Affinchè possa proteggere la propria opera musicale tramite la SIAE, l’autore deve essere registrato presso la società, e lo stesso avviene quando di una stessa opera esistono più autori (come ad esempio in un complesso musicale). La SIAE è in rapporto con la rete internazionale che comprende le diverse Società di Autori e, di conseguenza, un’opera registrata in Italia è protetta anche a livello internazionale. La SIAE è un’organizzazione di intermediazione che, sino a poco tempo fa, rappresentava un vincolo obbligatorio in Italia. Grazie alle norme comunitarie, tuttavia, al giorno d’oggi gli autori possono iscriversi liberamente agli omologhi della SIAE negli altri Paesi dell’Unione Europea. Secondo le leggi italiane ed europee, un’opera musicale può essere utilizzata liberamente e diventare di dominio pubblico 70 anni dopo la morte del suo autore (o dell’ultimo dei suoi coautori). In caso di opere extraeuropee la situazione varia, dal momenti che ogni nazione si basa su una sua specifica normativa.</p>
<p>Illustrazione: KENCKOphotography &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Confederazione della Musica Italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 14:37:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Confederazione della Musica Italiana è una associazione nazionale di categoria con sede a Milano che fa parte del sistema confederale di Confcommercio, e che riunisce e rappresenta i produttori fonografici, gli editori, gli autori e gli operatori musicali, multimediali, audiovisivi e cinematografici. La campagne contro le major Attualmente il presidente della CMI è Marco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/Blues-Gitarre.jpg" alt="Musica Italiana" title="Chitarra" width="216" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-23" /><strong>La Confederazione della Musica Italiana è una associazione nazionale di categoria con sede a Milano che fa parte del sistema confederale di Confcommercio, e che riunisce e rappresenta i produttori fonografici, gli editori, gli autori e gli operatori musicali, multimediali, audiovisivi e cinematografici.</strong><br />
<br/></p>
<h2>La campagne contro le major</h2>
<p>Attualmente il presidente della CMI è Marco Marsili. Questa Confederazione tutela i diritti delle etichette italiane indipendenti dalle pressioni delle grandi case discografiche e nel passato è stata promotrice dei loro diritti anche attraverso azioni legali.Nel 2002 la Confederazione della Musica Italiana salì alla ribalta delle cronache per via della battaglia condotta contro la Fimi, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana (FIMI), ed il suo strapotere commerciale. Al grido di “Masterizzate, masterizzate, masterizzate” il presidente Marsili lanciò una provocazione per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti delle piccole case discografiche. Secondo la CMI, infatti, la FIMI avrebbe manipolato le classifiche discografiche allo scopo di influenzare le scelte del consumatore ed indurre all’acquisto di determinati album, assecondando in questo modo le richieste delle grandi etichette musicali. Queste potenti case discografiche, i cui cd venivano (e vengono tuttora) commercializzati a prezzi di mercato elevati, venivano additate come le responsabili di queste distorsioni del mercato: distorsioni che, secondo la CMI, erano provocate anche dai meccanismi promozionali generati da radio e televisione. Ecco che dunque la CMI fece ricorso all’Antitrust, ma l’autorità non trovò gli estremi per procedere ad una istruttoria. </p>
<h2>La CMI e il Festival di Sanremo</h2>
<p>Un’altra battaglia venne condotta diversi mesi prima dell’inizio del Festival di Sanremo del 2002, quando la Confederazione della Musica Italiana accusò la Rai di eccesso di potere e vizio di illegittimità. La CMI decise di impugnare il regolamento del Festival portando la Rai davanti al TAR del Lazio, e addirittura chiedendo la sospensione della manifestazione. La CMI infatti protestava riguardo alla sua esclusione dalla discussione riguardante il regolamento del Festival stesso, nonostante la sua intensa attività di trattativa sia con la Rai che con le diverse organizzazioni sindacali del settore della musica. L’iniziativa si concluse con un sostanziale “nulla di fatto”, ma l’importante azione della CMI prosegue.</p>
<p>Immagine: IGRIK &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Jazz nel resto d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 08:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>armstrong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generi musicali]]></category>
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		<category><![CDATA[tromba]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tutti sanno il jazz nasce a in America, a New Orleans, nei primi del ‘900, ma molto presto l’interesse per questo genere cresce e la sua diffusione oltrepassa l’oceano giungendo in Europa a più riprese, prima e dopo la seconda guerra mondiale. Caratteristiche fondamentali Il jazz deve le sue origini alla musica popolare degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8" title="Una tromba sul fondo di legno" src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/08/trompete-300x300.jpg" alt="Anche in Europa il Jazz e molto difuso." width="300" height="300" /><strong>Come tutti sanno il jazz nasce a in America, a New Orleans, nei primi del ‘900, ma molto presto l’interesse per questo genere cresce e la sua diffusione oltrepassa l’oceano giungendo in Europa a più riprese, prima e dopo la seconda guerra mondiale.</strong><br />
<br/></p>
<h2>Caratteristiche fondamentali</h2>
<p>Il jazz deve le sue origini alla musica popolare degli schiavi nelle piantagioni americane, ma poi si sviluppa in diverse direzioni attraverso la fusione di molti generi adottando sempre nuove soluzioni formali, tuttavia la sua struttura basilare rimane inalterata. Le sue caratteristiche sono l’improvvisazione e il ritmo sincopato, inoltre i gruppi jazz non sono mai molto numerosi e hanno in genere quattro o cinque membri. Gli strumenti musicali principali sono quelli a fiato, come tromba, sax e clarinetto, che possono essere suonati in ensamble o come solisti, poi ci sono pianoforte, batteria e contrabbasso. L’introduzione del clarinetto nel repertorio jazz risale agli anni ’30, grazie all’opera del musicista e compositore Benny Goodman.</p>
<h2>Il jazz in Europa</h2>
<p>Questo genere, di grande successo fino agli anni ’60, ha avuto in seguito alterne fortune negli Stati Uniti e attualmente rappresenta una produzione musicale molto di nicchia, tuttavia gode di grande apprezzamento tra gli estimatori europei, anche in Italia. Il Jazz, fondendosi con le realtà locali dei diversi paesi europei, rappresenta una grande ricchezza culturale che viene sostenuta da un network di musicisti molto attivi nell’organizzazione di concerti e festival. Un esempio calzante potrebbe essere quello del “Gypsy Jazz”, un genere di contaminazione nato negli anni ’30 in Francia, tramite gli influssi della tradizione zingaresca; così come per il clarinetto, questa è stata l’occasione per includere nel repertorio anche chitarra e violino. Attualmente ci sono molti musicisti  che seguono questo stile nell’Europa dell’est, ma anche in Francia, Germania e Gran Bretagna.</p>
<h2>Festival  jazz in Europa</h2>
<p>Il periodo più ricco di festival jazz in Europa è indubbiamente l’estate, tra luglio e settembre. Nel 2011 sono in programma una ventina di eventi che spaziano dalla Svezia alla Spagna, coinvolgendo i Paesi più insospettabili: un’ottima occasione per tutti gli appassionati.</p>
<p>image: artivista | werbeatelier &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Musica tra passato e presente: Le origini degli strumenti a fiato</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 14:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>armstrong</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strumenti a fiato]]></category>
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		<description><![CDATA[Fra i primi strumenti che ritroviamo nell’antropologia e nella storia della musica, ci sono senza dubbio i fischietti fatti in pietra o in osso , nati, più che per scopi musicali,  per funzione di richiamo utili soprattutto nei periodi di caccia.  Molti studiosi ritengono che già in questo periodo è facile trovarli in due tipologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.confedermusica.it/wp-content/uploads/2011/09/Floete-273x300.jpg" alt="le canne di bamboo utilizzate per emmettere suoni" title="Flauto" width="273" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-15" /><strong>Fra i primi strumenti che ritroviamo nell’antropologia e nella storia della musica, ci sono senza dubbio i fischietti fatti in pietra o in osso , nati, più che per scopi musicali,  per funzione di richiamo utili soprattutto nei periodi di caccia.  Molti studiosi ritengono che già in questo periodo è facile trovarli in due tipologie differenziate : uno molto simile al nostro flauto traverso e l’altro che si avvicina al flauto a becco. Un esempio su tutti gli scandinavi “lur” fatti prima in legno e poi in evolutosi in bronzo.</strong><br />
<br/></p>
<h2>L’evoluzione degli strumenti a fiato: le radici asiatiche</h2>
<p>Altro strumento a fiato preistorico è il flauto di pan formato dall’unione di canne di bambù: questo all’inizio difficilmente poteva emettere delle melodie e solo dopo molto tempo si vedranno degli esemplari più vicini ai nostri flauti. Gli antenati della tromba vanno cercati nelle conchiglie a forme di chiocciola o nei tubi di legno e canne. Posteriori a questi sono gli strumenti ad ancia che molto probabilmente hanno radici nella Cina orientale sono fatti da corni molto grandi come i Cornoapugna del Congo. Le tracce maggiori degli strumenti a fiato li ritroviamo in Cina dove si ritrovano i flauti dritti (Siao), traversi ( Ti-tzu) e le ocarine (Sinn).</p>
<h2>Mesopotamici, egiziani e arabi: tre popoli, stessi strumenti</h2>
<p>Il Flauto era già noto nell’era predinastica dell’antico Egitto. Probabilmente lungo dai 3 ai 5 piedi, veniva utilizzato per accompagnare le mitiche danze degli animali. Particolare è il fatto che c’è una forte analogia tra i nomi e gli strumenti egiziani, mesopotamici e arabi. L’oboe Arabo è quello che si avvicina di più a quello moderno detto Zamiarabo di legno: provvisto di ancia doppia, canna di legno conica, bussolotto sporgente e imboccatura rotonda, ha sette fori avanti e uno dietro. Suonato anche da quattro o più suonatori arrivò prima in Sicilia e poi in Germania attraverso i Normanni.</p>
<p>Contributo fotografico: oscar williams &#8211; Fotolia</p>
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